Storie di Pow(H)er Generation con Aroundrs

Nome e Cognome | Giulia Zanatta

Ruolo | Co-founder e amministratrice

Nome startup | Aroundrs srl società benefit

Settore |  Economia circolare – Food

Anno di lancio | 2021

Per la rubrica Storie di Pow(H)er Generation,
oggi intervistiamo la founder di Aroundrs

 

Di cosa si occupa e qual è il punto di forza di Aroundrs?

Aroundrs è il primo aggregatore di servizi “zero waste” del settore food. La missione è quella di incoraggiare ed ispirare uno stile di vita circolare per ridurre l’utilizzo dell’imballaggio usa e getta e il food waste nei servizi di ristorazione.Il progetto punta a costruire un ecosistema del riutilizzo che elimini lo spreco in modo innovativo e accessibile a tutti attraverso:

  1. L’introduzione di packaging riutilizzabile nei servizi di asporto e food delivery;
  2. La vendita del cibo rimasto invenduto a fine giornata al prezzo scontato deciso dai ristoranti.

Aroundrs è la prima startup che offre al mercato italiano un nuovo modello circolare di utilizzo del packaging. Dopo anni in cui ci si è affidati al modello lineare (apparentemente conveniente), i suoi costi nascosti in termini economici e ambientali sono diventati chiari e ci hanno portato a dover considerare una prospettiva migliore: quella che valuta i materiali come risorse e non come rifiuto.
Ripensiamo a un percorso circolare del sistema, costruito sulla tecnologia e l’efficienza per catturare e mantenere il valore a lungo termine delle risorse. Questo cambiamento di prospettiva impatta positivamente ogni parte della catena del valore e crea un framework di cooperazione e condivisione globale dove città e comunità costruiscono economie che riducono costi, accrescono l’efficienza e proteggono l’ambiente.

 

Come è nata l’idea?

Questa idea ci è venuta durante il primo lockdown, nel bel mezzo della pandemia. La domanda di servizi di asporto e consegna a domicilio in quel periodo era salita alle stelle, e questo ha portato ad un aumento incredibile degli sprechi e della produzione di imballaggi usa e getta. La consapevolezza dell’insostenibilità ambientale di questo modello di vita è stato il motivo che ci ha spinto a sviluppare una soluzione che potesse limitare ed eliminare il crescente utilizzo di imballaggi usa e getta nel settore della ristorazione. Abbiamo utilizzato la tecnologia per ripristinare l’usanza del “vuoto a rendere”: prendere in prestito un contenitore, mangiare il pasto, restituire il contenitore dopo aver finito.
Una volta implementato questo ciclo, ci siamo subito occupati dello sviluppo del prodotto e del software, collegando l’utilizzo alla nostra applicazione AROUNDRS.
Mentre il mondo intero si fermava, abbiamo cercato di utilizzare il tempo extra per creare qualcosa che potesse avere un impatto positivo sulla protezione dell’ambiente.

 

Con Aroundrs hai realizzato un tuo sogno nel cassetto o hai stravolto i tuoi piani?

Era da molto tempo che sognavo di intraprendere un’attività imprenditoriale ma la paura del fallimento mi portava a credere di non avere le “condizioni giuste”. La creazione di questa startup mi ha insegnato a non temere le sfide e soprattutto a non considerare gli ostacoli e i piccoli incedenti di percorso come montagne insormontabili.
C’è stato un periodo in cui non riuscivo a individuare la mia strada e mi sentivo diversa dagli altri che sembravano essere così sicuri e avere ben chiaro il loro percorso. Mentre io, con la mia multidisciplinarietà non entravo nel mito della singola vocazione e specializzazione.
Creare questa società mi ha permesso di abbracciare tutte le mie passioni e combinare i campi in cui ho lavorato creando qualcosa di nuovo che mi stimola ogni giorno e che mi permette di avere un ruolo diverso a seconda delle esigenze.

 

Di cosa ti occupavi prima di lavorare in una realtà innovativa?

Il mio percorso professionale e accademico è stato tutto il contrario di quello che si può definire “lineare”. Sono laureata in legge e ho lavorato per alcuni anni come avvocato in uno studio legale nel team corporate e M&A occupandomi anche di consulenza per le startup. Contemporaneamente, ho sviluppato la mia parte economica con un MBA all’ESCP Business School e facendo esperienza in aziende nella parte commerciale e finanziaria. Oggi sono Innovation Manager in HIT, Hub Innovazione Trentino, fondazione che svolge l’attività di catalizzazione di innovazione, trasferimento tecnologico e scouting di opportunità di innovazione.

 

Nello sviluppo di un percorso imprenditoriale quanto è importante secondo te fare rete e promuovere un network che sostiene l’imprenditoria femminile? Con Aroundrs hai ricevuto supporto, soprattutto da parte di altre donne, determinante per il tuo business?

Le donne sono generalmente molto più insicure e autocritiche rispetto ai colleghi uomini e spesso questo atteggiamento impedisce di lanciarsi nel mondo imprenditoriale. Fare rete è sicuramente molto importante per sviluppare l’imprenditoria femminile perché aiuta il confronto e soprattutto il supporto reciproco. Personalmente faccio parte di due bellissime associazioni che favoriscono questo incontro: She Tech e Young Women Network. Proprio quest’ultima attraverso il suo programma di mentorship mi ha permesso di conoscere Alberto che è stato il mio mentore per un anno e, oltre ad avermi spronata e sostenuta molto nel mio desiderio di fare impresa, è diventato anche uno dei miei soci in questo progetto.
Pertanto, posso affermare, non solo di aver ricevuto molto supporto dalle altre donne, ma anche da uomini che, a titolo volontaristico, scelgono di supportare programmi di empowerment femminile.

 

Come vedi la tua impresa tra dieci anni?

La missione a lungo termine di Aroundrs è eliminare la necessità di utilizzare imballaggi usa e getta e, di conseguenza, ridurre l’inquinamento. Anche se alcune grandi aziende hanno fatto un timido tentativo, questa pratica non è ancora abbastanza diffusa. Al momento puntiamo su Milano e speriamo di ottenere un primo round di investimento entro la fine di quest’anno; l’obiettivo è quello di espandersi in altre regioni d’Italia e poi in Europa il più rapidamente possibile.
Tra 10 anni mi auguro che la nostra startup diventerà una delle realtà di riferimento nella promozione dell’economia circolare in Italia e nel mondo. Non solo nel take away e nella delivery ma anche nella grande distribuzione.

 

Qual è la cosa che più importante che hai imparato dalla tua socia/o? Com’è lavorare insieme a una donna in società?

Giulia: Da Daniele ho imparato la naturalezza del mettersi in gioco, la capacità di rischiare per le proprie passioni e la fiducia negli altri. È sicuramente la parte creativa del team!! Alberto è il motivatore del gruppo con un pensiero sempre positivo e propositivo! Entrambi hanno creduto in me e in questa pazza idea e mi supportano ogni giorno!

Daniele: Giulia è il motore pulsante di Aroundrs. La sua determinazione ci ha permesso di crescere velocemente negli ultimi mesi, in piena sinergia con tutto il team per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati. Una vera leader con la quale condividere questa bella avventura. Insieme ad Alberto si completa un team altamente professionale e competente nelle singole verticalità.

Alberto: Creare giorno dopo giorno Aroundrs con Giulia è molto stimolante. Non sempre la pensiamo allo stesso modo, ma il bello è proprio quello di arricchire i nostri punti di vista. Com’è lavorare con una donna in società? Semplice ed efficace, credo sia un punto importante su cui porre l’attenzione per tutti coloro che vogliono lanciare la propria attività.

 

Come visualizzi Giulia tra cinque anni come imprenditrice?

Tra 5 anni mi vedo più consapevole e più sicura delle mie potenzialità! Magari con qualche nuovo progetto da portare avanti.

 

 

Grazie a Giulia per aver condiviso la sua storia di empowerment,
con l’augurio che possa essere d’ispirazione per le Founder di domani! 

 

 

Per maggiori informazioni sull’iniziativa  Pow(H)er Generation ti invitiamo a scoprire di più sul sito ufficiale di Cariplo Factory.