Tornano i Companies Talks in Cariplo Factory: cinque incontri da febbraio a giugno 2024

Storie di emigrazioni e di tenacia, di sfida alle convenzioni sociali e culturali, di coraggio nell’affrontare e risolvere problemi persistenti a partire da un’idea imprenditoriale visionaria: è questo il filo che accumuna tutte le storie portate in scena da Companies Talks, che tornano per la seconda volta in Cariplo Factory con un nuovo ciclo di spettacoli gratuiti e aperti a tutti gli interessati.

 

La kermesse, realizzata in partnership tra Companies Talks e Cariplo Factory con la collaborazione tecnica di Aut Studio, è articolata in cinque incontri che si svolgeranno tra febbraio e giugno 2024 e che saranno ospitati nei nostri spazi nel cuore del distretto Tortona a Milano. Ogni incontro prevede un monologo, della durata di 40 minuti, basato su una riuscita alternanza di parole e musica per raccontare lo sviluppo di vicende, umane e imprenditoriali, che hanno portato alla nascita delle più grandi aziende al mondo.

 

Ogni incontro è ad ingresso libero, previa registrazione su Eventbrite e fino ad esaurimento posti.

 

Scopri l’agenda e iscriviti al prossimo evento!

 

 

29 febbraio, ore 18:30 | La Storia di Netflix

Netflix vende film? Vende serie? No: connette le persone a storie e luoghi dove non sono mai stati e dove avrebbero sempre voluto andare senza saperlo, prima che una serie tv glielo rivelasse. Netflix cresce perché ha accettato una delle sfide più difficili del mondo: sedurci, incuriosirci, conquistarci. Ma… fino a quando riuscirà a stupirci ancora? È il problema di tutti gli innamorati del pianeta, di ogni tempo. E, al contrario del suo algoritmo, Reed Hastings sa che qui la formula non l’ha ancora indovinata nessuno. Lui è condannato a soddisfarci in eterno. Ce la farà?

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20 marzo, ore 18:30 | La Storia di WhatsApp

Due ragazzi alla ricerca di modalità innovative per gestire vecchi guai. Vecchi guai comuni a tutti. Perché, come al solito, il successo di un’idea è direttamente proporzionale alla quantità di “Finalmente!” che risolve. Un successo che arriva all’uscita di un labirinto fatto di emigrazione, tragedie economiche e familiari, frustrazioni professionali, intuizioni tecnologiche e tenacia da vendere. Un successo nato dal desiderio di abbattere i costi e le distanze per connettere amici e parenti e che “non si fermerà fino a quando chiunque, ovunque, potrà avere questa opportunità“.

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11 aprile | La Storia di Girls Who Code

La storia di Reshma Saujani inizia con una candidatura al Congresso americano. Nella campagna elettorale Reshma incontra persone, stringe mani, visita aziende e soprattutto scuole specializzate nelle discipline STEM dove, però, nota solo alunni maschi. E le ragazze? Già, che fine hanno fatto? Mettendosi sulle tracce di quell’assenza decide di dar vita al movimento Girls Who Code, per convincere le ragazze di tutto il mondo a non aver paura, a essere coraggiose e non perfette, a conquistare territori che erano preclusi e a lanciarsi nell’informatica, nel mondo digital, nell’ingegneria, nell’architettura. Ragazze che hanno dovuto pagare il prezzo dei preconcetti ma che hanno dimostrato anche una grande capacità di riscatto e autoironia. Perché, ci ricorda Reshma, “quando insegniamo alle ragazze ad essere coraggiose, sono in grado di costruire cose incredibili”.

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8 maggio | La Storia di Olivetti

Siamo sicuri che nelle menti più brillanti della Silicon Valley non sia dilagata una sindrome che ha le radici all’inizio del Novecento, in Italia, ad Ivrea? Si dice che il visionario costruisce ciò che i sognatori immaginano e, ad Adriano Olivetti, non basta sognare: “se mi posso permettere, spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande”-

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10 giugno | La Storia di Tesla

Sembra molto strano guardarsi indietro e vedere che questa idea è partita da un “divorzio” e da un “funerale”. Ma è la stessa idea che, solo pochi anni dopo, imprimerà una svolta all’intero settore automobilistico. Ciò accadrà anche grazie all’intuizione di inserire un software al centro del progetto e lasciarsi ispirare dalle linee provocanti del mondo della moda. Da quel 2003, in cui costruire un’auto elettrica seducente sembrava una follia, Tesla non ha fatto altro che aggiungere pezzi al suo puzzle, facendo della neuro-diversità del suo CEO un punto di forza e riuscendo a concepire dei prodotti innovativi e desiderabili.

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