Life Cycle Assessment in pratica: la testimonianza di Isuschem

“Dopo aver realizzato l’analisi Life Cycle Assessment su Isuschem abbiamo notato un cambiamento radicale nell’approccio da parte degli investitori: la possibilità di misurare in maniera scientifica il nostro impatto ambientale ha portato questi ultimi – e non solo loro – a guardarci in maniera diversa”: comincia così la testimonianza di Vincenzo Benessere, PHD in chimica, CEO e co-founder di Isuschem, riguardo all’analisi di Life Cycle Assessment realizzata grazie al sostegno del programma di accelerazione Terra Next e commissionata al team di esperti di Cariplo Factory.

 

Isuschem, selezionata per il secondo batch di Terra Next (il programma di accelerazione per le startup della bioeconomia della Rete Nazionale CDP) opera nel settore della ricerca e nella sintesi industriale di prodotti derivati da oli vegetali di scarto e da oli da coltivazioni marginali: grazie a due tecnologie brevettate, l’azienda converte gli acidi grassi degli oli in solventi innovativi, sostituendo gli esteri a catena lunga e riducendo in questo modo l’impatto ambientale dei prodotti chimici, realizzando prodotti a bassa tossicità, biodegradabili e a prestazioni elevate.

 

 

Vincenzo, quali sono stati i vantaggi ottenuti da Isuschem grazie all’analisi Life Cycle Assessment?

 

Il primo vantaggio è stato sicuramente quello di incrementare la considerazione degli investitori e dei clienti nei nostri confronti: la possibilità di dimostrare in maniera scientifica il nostro impatto ambientale e di quantificare il nostro posizionamento rispetto agli obiettivi dell’agenda 2030 cambia la percezione di una startup come la nostra, dal punto di vista tanto degli investitori quanto del mercato. Non a caso, ne abbiamo avuto la prima dimostrazione in occasione del Demo Day del programma di accelerazione Terra Next.

 

 

Quali sono stati i risultati più significativi emersi dall’analisi?

 

Quando un imprenditore decide di commissionare un’analisi LCA deve essere in grado di capire il valore di quello che sta facendo: noi abbiamo il vantaggio di possedere un background scientifico e un’esperienza di oltre quindici anni nel settore delle rinnovabili, il che ci ha permesso di apprezzare pienamente il grande lavoro svolto dal team di Cariplo Factory. L’analisi LCA, in questo contesto, ha confermato come il nostro processo abbia un impatto minimo su tutte le 18 categorie prese in esame, e di come la scelta dell’alcool nella produzione di esteri sia ad oggi la variabile più rilevante. Ne consegue che il nostro impatto è generato a monte della filiera di produzione e, non a caso, produciamo esteri anche da oli vegetali di scarto, in ottica di economia circolare.

 

 

Quali altri miglioramenti apporterete grazie ai risultati della LCA?

 

Oltre alla scelta di una diversa tipologia di alcool, abbiamo deciso di automatizzare il processo di filtraggio e di avvalerci in futuro esclusivamente di fonti di energia rinnovabile: sono tutte opzioni che avevamo già preso in considerazione, ma che l’LCA ha confermato essere quelle giuste e più urgenti da mettere in atto nel breve periodo. In prospettiva, inoltre, sarebbe molto utile poter misurare l’impatto delle materie prime dal punto di vista etico e sociale: la misurazione scientifica dell’impatto sociale degli oli di palma rispetto all’olio di semi di cardo – da noi utilizzato per produrre gli esteri – potrebbe generare un cambiamento ancora più radicale per un settore come il nostro.

 

 

Qual è il ruolo dell’LCA nel processo di innovazione di una startup come Isuschem?

 

L’analisi Life Cycle Assessment è uno strumento potente di consapevolezza e di supporto all’innovazione. Per quanto riguarda il nostro settore – quello della bioeconomia – ritengo che non si possa fare innovazione in quest’ambito senza uno strumento come l’LCA. Con un’analisi di questo tipo è possibile quantificare il proprio impatto ambientale, conoscere nel dettaglio le esternalità dei processi produttivi, soddisfare i requisiti richiesti da potenziali investitori, adeguarsi alle normative esistenti ed eliminare ogni rischio di greenwashing. Quanto più una startup investe nell’LCA, tanto più essa ne guadagna in termini di possibilità di innovazione.

 

 

Quali sono, ad oggi, i maggiori limiti di questa metodologia di analisi?

 

L’LCA dovrebbe diventare una prassi obbligatoria, ma al tempo stesso dovrebbe essere finanziato dalle istituzioni e dagli investitori per consentire anche alle startup e alle piccole e medie imprese di poter commissionare un’analisi del livello di quella realizzata da Cariplo Factory: questa metodologia di analisi fornisce i maggiori vantaggi proprio quando un’azienda è nelle sue fasi iniziali, ma solo alcune startup sono oggi in grado di sostenerne i costi grazie all’aiuto di partner e investitori esterni.